Le Cento Lune-Fondazione Munus: “Una collaborazione che funziona”

Funziona e proseguirà almeno sino a fine anno il prolungamento degli orari della casa di accoglienza notturna femminile Le Cento Lune di Parma, gestita dal CEIS su mandato del Comune. Dal dicembre scorso, infatti, la struttura apre alle 16.30, anziché alle 19, e consente alle ospiti di restare al mattino fino alle 9.30 (prima erano le 8). Un cambiamento reso possibile dal Fondo Munus Orizzonti e pensato per offrire più tempo, tranquillità e supporto alle donne accolte. Dal 12 dicembre 2025 a giugno 2026, in sei mesi e mezzo, gli accessi sono stati 4.033 (2.435 adulti e 1.598 minori): 2.116 nel primo trimestre e 1.917 nel secondo, con una media di circa 639 al mese. La fascia mattutina ne ha registrati 2.265, quella pomeridiana 1.768, e le merende erogate sono state 1.152.

“Il prolungamento sta funzionando davvero bene – sottolinea Ada Liuzzi, responsabile del servizio – e la collaborazione con la Fondazione Munus sta dando ottimi risultati –. Avere più tempo a disposizione ci permette di accogliere con maggiore calma, di offrire un riposo più sereno e di prenderci cura delle donne e dei loro bambini in modo più attento. È un cambiamento concreto, che le ospiti hanno apprezzato da subito”.

Le Cento Lune dispone di 13 posti e accoglie donne di ogni età, sole o con figli, che vivono situazioni di grave disagio sociale o economico. Accanto all’ospitalità e al sostegno, per le mamme e i bambini sono previste anche attività di aiuto compiti. È stato inoltre attivato il servizio diurno: in caso di malattia acuta, un’ospite adulta o minorenne può chiedere, presentando un certificato medico, di restare in struttura per l’intera giornata, sempre con la presenza di un operatore. Tra gennaio e aprile sono stati 3 i nuclei familiari accolti in giornata, per 11 giornate complessive e 16 pasti erogati.

Il presidente Fondazione Munus, Paolo Andrei. “Siamo particolarmente legati alla Casa di accoglienza Le Cento Lune perché è il primo progetto che Fondazione Munus ha scelto di sostenere con risorse proprie, provenienti dal lascito testamentario del nostro ex presidente, Giorgio Delsante. Un sostegno che porta con sé un significato speciale e che abbiamo voluto tradurre in un’opportunità concreta per persone che attraversano un momento di fragilità. Abbiamo scelto di farlo insieme al Comune di Parma e al Consorzio Gruppo CEIS, una realtà che conosciamo e apprezziamo per la serietà e il rigore con cui porta avanti le proprie attività, ma anche per la sintonia che abbiamo trovato nell’approccio alle persone: un’attenzione autentica alla storia di ciascuno, ai suoi bisogni e alla necessità di costruire percorsi personalizzati. Quando abbiamo aperto a chiunque lo desiderasse la possibilità di contribuire al progetto attraverso il fondo Munus Orizzonti, abbiamo ricevuto una risposta che ci ha fatto molto piacere. Altri donatori hanno scelto di partecipare, trasformando un progetto della Fondazione in un’occasione di impegno condiviso. È stato un bel segnale di comunità: un modo per essere vicini a persone che spesso rischiano di rimanere ai margini dello sguardo collettivo, ma per le quali trovare un luogo accogliente e un sostegno concreto può rappresentare un passaggio importante. Crediamo che il valore di un progetto come Le Cento Lune stia nell’offrire un aiuto nell’immediato, quando ce n’è bisogno, ma anche e soprattutto nel contribuire a creare le condizioni perché ogni persona possa ritrovare stabilità, fiducia e nuove possibilità per il futuro”.

Le Cento Lune, nel frattempo, è entrata nel ventunesimo anno di attività dopo aver celebrato nel 2025 il suo ventennale con una serie di iniziative. Il 22 maggio, nell’ambito della Settimana del Patto Sociale di Parma, il servizio ha partecipato a “Viaggi Urbani”, due incontri dedicati ai servizi a bassa soglia del territorio, insieme al C.A.N.T. (Casa di Accoglienza Notturna Transitoria per uomini) e al Gruppo CISOM Parma-Reggio Emilia, accompagnati dalla mostra fotografica “Prins, Sulla soglia”. Le celebrazioni si sono concluse il 12 giugno con un evento e il concerto dell’Ensemble Concordanze di Bologna.

Ada Liuzzi: “Oggi siamo sempre più un punto di riferimento a Parma per donne sole o con figli in condizioni di forte difficoltà sociale o economica. Ospitiamo donne di ogni età e alle mamme con figli proponiamo anche l’aiuto compiti. Gestire una casa come questa non somiglia a un film di Wes Anderson, dove tutto è perfettamente simmetrico: il dietro le quinte è spesso molto più movimentato di quanto si veda. Siamo entrati nel ventunesimo anno di attività e ne abbiamo viste tante e, se dovessi riassumere, direi che siamo diventate brave a gestire il caos creativo. Siamo una sorta di pronto soccorso e abbiamo imparato che le emergenze non annunciano il loro arrivo; eppure, ogni volta, siamo riuscite a trasformare la sopravvivenza in accoglienza e un posto letto in una casa. Con questa struttura condivido 14 di questi 21 anni: è una passione che ho coltivato con dedizione, ma che ha potuto crescere solo grazie alla mia équipe, composta da giovani donne che ogni giorno mettono impegno e cuore nel lavoro. L’estensione oraria non è un servizio accessorio, ma una componente strutturale del nostro modello: oltre 4.000 accessi in sei mesi e mezzo, una mattina dedicata alla quotidianità, un pomeriggio che garantisce continuità e protezione al rientro da scuola e dal lavoro, e una merenda che diventa un momento di relazione”.