
Da quando abbiamo aperto lo Spazio Anziani Madonna Pellegrina, 17 anni fa, abbiamo sempre creduto fermamente nello scambio intergenerazionale: le attività con bimbe e bimbi della scuola paritaria Madonna Pellegrina, l’adesione ai progetti di Formazione Scuola Lavoro con alcune scuole superiori di Modena, la collaborazione con Caritas Italiana per i progetti di Servizio Civile e la presenza di volontarie e volontari provenienti da altre strutture del Gruppo CEIS e dal territorio.
Ma cosa significa per noi scambio intergenerazionale?
Semplicemente uno scambio di storie personali: di vissuti, di emozioni, di culture…
Ed è proprio perseguendo tale finalità, che è nata la collaborazione con l’equipe della Comunità Gen-Z, comunità per persone adolescenti e giovani adulte, appartenente al Gruppo CEIS.
Le ragazze e i ragazzi della Comunità partecipano ormai da qualche anno alle nostre attività una volta alla settimana, proponendo spesso attività pensate da loro.
Ed è così che ad aprile u.s. uno dei ragazzi ha proposto l’attività Un passaporto per la Vita.
In tre diverse giornate, ragazzi e ragazze hanno intervistato 12 persone ospiti, lasciandole libere di raccontarsi; durante l’intervista hanno disegnato un loro ritratto e al termine gli hanno chiesto una piccola ricetta per affrontare la vita.
Eccone alcune:
- Essere onesto con le persone.
- Essere sempre aperte, fare del bene e andare incontro alle persone e si verrà ripagata.
- Avere rispetto per gli altri, credere in se stessi ed essere onesti.
- Se potessi, farei tutto daccapo.
Ne sono usciti 12 Passaporti per la Vita, formato A3, che, naturalmente, sono stati appesi alle pareti della comunità Gen-Z.
In realtà, questi passaporti sono stati solo il prodotto finale e concreto di tutte le interviste svolte.
Il vero risultato di tale attività va ricercato nella stretta vicinanza che si è creata tra persone pluriottantenni e plurinovantenni e adolescenti; una vicinanza fatta di storie raccontate a bassa voce, per preservarne l’intimità; di stupore e di risate; di riflessione e di consapevolezza di sé e dell’altra persona.
Inoltre, l’interesse reciproco cresciuto durante le interviste ha creato un clima emozionale davvero profondo e intimo, che ha abbattuto, solo in parte ovviamente, le legittime barriere che si creano tra persone che ancora non si conoscono.
E’ nostra profonda convinzione che tale scambio intergenerazionale abbia un’importante valenza educativa per entrambe le parti ed è per tale motivo che la collaborazione con ragazze e ragazzi di Gen-Z sta proseguendo.
Chissà quali attività ci proporranno in futuro…

