Natale: leggere i segni di speranza

Con le parole di padre Giuliano Stenico, il Gruppo CEIS augura a tutti voi un Buon Natale!

Luca racconta che un angelo appare ai pastori e annunzia loro: “Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia”.
Mi ha sempre impressionato che l’angelo parli di un segno, di qualcosa che non è evidente, che bisogna saper interpretare.
Del resto come è possibile che vedendo un bambino che giace non in una culla, ma in una mangiatoia, in un alloggio di fortuna, fuori dalla città, durante la migrazione forzata dei suoi genitori, i pastori riconoscano il Salvatore? Come ravvisare la potenza di un Dio che salva se si manifesta nell’emarginazione, nella povertà, se sceglie i perdenti? È il paradosso del Natale, che ancor oggi si cerca di sminuire e di indorare, perché troppo inquietante per i nostri accomodamenti.

Non è causale che Luca, i cui lettori sono spesso persone benestanti e incluse, sia l’unico a citare i pastori, categoria marginale, stigmatizzata e fastidiosa per le persone per bene. Senza il suo racconto il presepe non si potrebbe costruire.

L’evangelista ha una particolare attenzione per i poveri e chiede ai destinatari del suo vangelo di tenere il cuore aperto, di lasciarsi interrogare e interpellare da tutte le povertà. Non per niente è l’unico che racconta la parabola del Buon Samaritano e quella del ricco insensibile e del povero Lazzaro.

Guardare il bambino è avvertire la fiducia e l’affidamento che il suo sorriso trasmette, è intravvedere operanti nel futuro, addirittura con gioia, possibilità nuove. Ma è anche lasciarmi sempre interpellare dalle fragilità, dalle povertà, dalle oppressioni, dalle ingiustizie, dall’esclusione senza andar dietro a sensazioni immediate, con la mente aperta e una sensibilità che decide di sintonizzarsi col dolore, senza rabbia, con coinvolgimento, condivisione e compassione.

Il Natale è l’educazione del cuore, l’unico linguaggio di pace che può liberarci dall’arroganza dall’indifferenza e da tutte le forme di violenza, individuale e collettiva. Desidero fortemente che accada per me e per tutti voi.

Auguri di Buon Natale!

Padre Giuliano Stenico

 

La Santa Messa di Natale sarà celebrata martedì 19 dicembre, alle ore 19.00 presso la Chiesa di San Lazzaro in Via Livio Borri a Modena, seguirà lo scambio degli auguri.