“Crescere Nonostante”: evento internazionale a Parma dal 22 giugno

Dal 22 al 24 giugno Parma ospiterà un’importante iniziativa di respiro nazionale e internazionale dedicata al tema della giustizia riparativa e dei percorsi di reinserimento comunitario. L’evento, dal titolo “Giustizia riparativa e programmi di reinserimento comunitario: pratiche e scenari in dialogo”, è promosso dal Garante regionale dei detenuti Roberto Cavalieri e riunirà studiosi, operatori, istituzioni e organizzazioni impegnate nel campo della giustizia, della mediazione e del sostegno alle persone detenute e alle loro famiglie.

All’interno di questo contesto di alto profilo, sarà presente anche il CEIS con il progetto “Crescere Nonostante”, iniziativa dedicata ai figli di persone detenute e alla promozione di percorsi educativi e relazionali che tengano insieme carcere, famiglie e territorio.

La tre giorni nasce anche dal lavoro di monitoraggio condotto dal garante regionale nelle strutture penitenziarie dell’Emilia-Romagna sull’applicazione della giustizia riparativa. Un’attività che ha portato alla pubblicazione di un volume contenente otto raccomandazioni operative rivolte alle istituzioni e agli operatori, con l’obiettivo di rendere effettivo e diffuso questo modello su tutto il territorio regionale.

“Proponiamo un percorso di formazione e confronto sul tema della giustizia riparativa – spiega Roberto Cavalieri – con anche un focus specifico sul modello comunitario sviluppato nello stato americano della California”.

L’iniziativa vedrà la partecipazione di numerosi esperti italiani e internazionali. Tra questi Rosalia Donnici, presidente del Centro Italiano di Mediazione e Formazione alla Mediazione, Mariam El-Menshawi, capo dell’Ufficio per i diritti e i servizi alle vittime del California Department of Corrections and Rehabilitation, e Saùl Sarabia dell’Università della California.

Il confronto proseguirà con i contributi di Melissa Shumsky e Joelle Kirtley di Mass Liberation California, dedicati ai percorsi di accoglienza e reinserimento nella comunità dopo la detenzione, e con un dialogo sulle pratiche italiane che coinvolgerà anche Franco di Nucci, del progetto CEC – Comunità Educanti Carcerati della Comunità Papa Giovanni XXIII.

Uno dei momenti più significativi sarà dedicato proprio al tema delle famiglie delle persone detenute, spesso coinvolte indirettamente nelle conseguenze del reato e raramente considerate nei percorsi di giustizia riparativa. Su questo aspetto interverrà Luisa Borrego di Healing Dialogue and Action, che affronterà alcune delle principali sfide legate al coinvolgimento dei familiari.

A seguire è previsto un confronto tra organizzazioni impegnate sui temi della genitorialità in carcere e del sostegno alle famiglie, con la partecipazione anche del CEIS attraverso il progetto “Crescere Nonostante”. Interverrà Davide Nora, responsabile del progetto, insieme a Tonino D’Angelo, referente dell’associazione Sostegno e Zucchero e coordinatore del gruppo di lavoro regionale “Salute mentale e carceri”.

La presenza di “Crescere Nonostante” all’interno di un evento di tale portata rappresenta un riconoscimento importante del lavoro sviluppato in questi anni tra Modena e Bologna, dove il progetto – promosso da CEIS A.R.T.E. nell’ambito del bando Liberi di Crescere dell’impresa sociale Con i Bambini – si occupa di sostenere i minori con genitori detenuti, rafforzando i legami familiari e costruendo reti di supporto tra istituti penitenziari, servizi sociali, scuola e terzo settore.

Il tema della giustizia riparativa, del resto, è sempre più centrale nel dibattito nazionale. Come ricorda Roberto Cavalieri, la riforma Cartabia ha portato alla nascita di trentasei centri per la giustizia riparativa distribuiti sul territorio italiano, con l’obiettivo di promuovere percorsi che vadano oltre la semplice punizione del reato. “La giustizia riparativa – sottolinea – mira a sanare il danno causato dal reato, materiale ed emotivo, attraverso un confronto volontario tra vittima e autore, favorendo la ricomposizione dei legami incrinati”.

Un approccio che guarda alla comunità come parte attiva del processo. Come evidenzia Silvia Mannone, dottoranda dell’Università di Bologna e collaboratrice dell’Ufficio del garante regionale dei detenuti, la giustizia riparativa deve essere intesa come uno strumento capace di agire su più livelli: dalla responsabilizzazione della persona detenuta al reinserimento sociale, fino al coinvolgimento delle famiglie e della comunità.

Secondo Raffaella Sette, docente dell’Università di Bologna e responsabile scientifico del Centro Interdisciplinare di Ricerca sulla Vittimologia e sulla Sicurezza, l’iniziativa parmigiana rappresenta un’occasione importante per riflettere sul ruolo del carcere come spazio di dialogo tra diverse comunità. “L’evento – spiega – vuole valorizzare il ruolo della comunità nei percorsi di giustizia riparativa e mettere in evidenza come il carcere possa diventare un luogo di confronto e riflessione collettiva”.

Il Garante regionale per le persone private della libertà Roberto Cavalieri