
Al convegno Erickson a Bologna Elena Copelli, psicologa della Fondazione CEIS, ha presentato in un workshop l’esperienza di un laboratorio svolto presso il Liceo Classico e Linguistico Romagnosi di Parma, selezionato come buona prassi di lavoro con gli adolescenti dal comitato scientifico del Convegno Erickson “Supereroi fragili”.
Il laboratorio esperienziale “Mettiamoci in gioco!”, rivolto a studenti tra i 14 e i 19 anni, è stato realizzato per quattro annualità consecutive coinvolgendo complessivamente 84 partecipanti. Condotto da due psicologi di Fondazione Ceis di Parma, il percorso ha proposto uno spazio in cui i ragazzi potessero condividere pensieri e vissuti, acquisire strumenti di tutela da comportamenti a rischio e apprendere strategie di contenimento dell’ansia orientate alla mindfulness.
“Il cuore del percorso – sottolinea Elena Copelli – è la self-compassion, che comprende tre componenti fondamentali: la gentilezza verso sé stessi, il senso di umanità condivisa e la mindfulness. Attraverso visualizzazioni e meditazioni guidate, i partecipanti hanno sperimentato il contatto con il momento presente senza giudizio, sviluppando un dialogo interiore più gentile e una maggiore consapevolezza dei propri schemi di pensiero e di come questi incidano sulla regolazione emotiva. Il progetto non si è limitato all’apprendimento di tecniche: ha promosso anche una partecipazione attiva attraverso la media education. Dall’esperienza del laboratorio è nato ‘Leuconoe’ (dal greco: ‘mente candida’), un podcast interamente ideato e registrato dagli studenti, curato dagli psicologi del progetto e pubblicato su Spotify al termine dell’anno scolastico 2024/2025. In cinque puntate su temi vicini alla vita quotidiana degli adolescenti, il podcast ha trasformato l’esperienza individuale in un’opportunità di protagonismo e condivisione per l’intera comunità scolastica”.
I risultati hanno confermato l’efficacia dell’intervento: il 67% dei partecipanti ha infatti dichiarato una maggiore comprensione di sé, il 33% un miglioramento delle proprie capacità personali. Le testimonianze qualitative hanno evidenziato l’acquisizione di competenze di ascolto attivo, non-giudizio rispetto ai vissuti emotivi e problem solving in situazioni stressanti.
“L’esperienza del Liceo Romagnosi – conclude Elena Copelli – dimostra che la salute mentale in adolescenza non si tutela agendo solo sull’emergenza, ma attraverso interventi sistemici di prevenzione primaria. Valorizzare il protagonismo degli studenti trasforma la scuola da luogo di prestazione a presidio di salute, dove il benessere diventa un processo di co-progettazione tra giovani ed esperti”.

