“Crescere Nonostante”: nuove attività tra Modena e Bologna per sostenere legami familiari e percorsi educativi

Questi mesi del 2026 segnano un’accelerazione operativa per il progetto “Crescere Nonostante”, promosso dalla cooperativa CEIS A.R.T.E. nell’ambito del bando Liberi di Crescere finanziato dall’impresa sociale Con i Bambini. Dopo le precedenti esperienze dedicate alla costruzione della rete territoriale, alla formazione degli operatori e all’avvio delle prime prese in carico, il progetto propone ora nuove iniziative che rafforzano il sostegno ai minori con genitori detenuti e ai loro nuclei familiari.

Tra Modena e Bologna prendono forma attività che puntano a rendere più accoglienti gli spazi del carcere, a favorire relazioni significative tra genitori e figli e a raccontare, anche all’esterno, la complessità e il valore del lavoro educativo che si svolge quotidianamente dentro e attorno agli istituti penitenziari.

Il “Lunedì dei Legami”: a Modena un pomeriggio al mese per genitori detenuti e figli

Alla Casa Circondariale Sant’Anna di Modena prende il via una nuova iniziativa del progetto: “Il Lunedì dei Legami”, un ciclo di laboratori mensili pensati per sostenere e rafforzare la relazione tra genitori detenuti e i loro figli sino ai 12 anni.

Gli appuntamenti sono quattro — 16 marzo, 20 aprile, 18 maggio e 15 giugno 2026 — tutti di lunedì, dalle 16 alle 19. Un pomeriggio al mese in cui il tempo condiviso diventa qualcosa di più di una semplice visita: uno spazio educativo strutturato, accogliente e sicuro, in cui il genitore può riscoprire e esercitare il proprio ruolo e il bambino può sentirsi riconosciuto e coinvolto.

Il cuore di ogni incontro sono le attività ludico-educative — pittura, giochi di società, letture illustrate e laboratori manuali — calibrate sulle diverse età dei bambini e guidate dagli educatori del progetto. Il gioco diventa uno strumento privilegiato per favorire la comunicazione, l’espressione emotiva e la cooperazione tra adulti e bambini.

A completare ogni pomeriggio è previsto anche un momento buffet, pensato come occasione informale di convivialità e relazione.

L’accoglienza è curata con gradualità e attenzione: gli educatori accompagnano ogni nucleo familiare con discrezione, creando un clima relazionale positivo e un contesto contenitivo che rispetta i tempi e i vissuti emotivi di ciascuno.

Alla Dozza di Bologna nasce il presidio educativo per i bambini in visita

Un’altra importante novità riguarda la Dozza di Bologna, dove da questo mese di marzo prende avvio un presidio educativo degli spazi comuni dedicato ai bambini che entrano in carcere per incontrare un genitore detenuto.

Entrare in un istituto penitenziario da bambini è un’esperienza delicata e spesso carica di tensione emotiva. Grazie al progetto “Crescere Nonostante”, la visita potrà svolgersi in un contesto più accogliente e accompagnato da figure educative qualificate.

Gli incontri si svolgeranno due mercoledì al mese, dalle 10 alle 13, sino a luglio 2026. Gli spazi coinvolti sono la sala d’attesa, la ludoteca e, ove possibile, la sala colloqui: luoghi di passaggio che diventano, grazie all’intervento degli educatori, veri e propri spazi di cura e relazione.

Le attività previste includono: accoglienza e accompagnamento dei minori; giochi da tavolo e momenti ludici; letture e laboratori creativi; mediazione educativa nei momenti di transizione tra attesa e colloquio.

A beneficiarne non sono solo i bambini, ma anche i familiari accompagnatori, spesso chiamati a gestire situazioni emotivamente complesse.

In ogni giornata saranno presenti tre operatori ed educatori del progetto, appartenenti agli enti partner CEIS, CSAPSA, CADIAI e SEACOOP, tutti autorizzati all’accesso e in costante coordinamento con il personale dell’Amministrazione Penitenziaria.

“Crescere Nonostante” si racconta: in arrivo un documentario sociale

Il progetto si arricchisce inoltre di un nuovo strumento di comunicazione e sensibilizzazione: un documentario sociale girato all’interno degli istituti penitenziari di Bologna e Modena.

La scelta del formato documentaristico nasce dall’esigenza di restituire la complessità del lavoro educativo che si svolge dentro e attorno al carcere, offrendo uno sguardo capace di cogliere sfumature e vissuti difficili da raccontare con altri linguaggi.

Il documentario si propone come uno spaccato autentico e non giudicante, che accompagna lo spettatore nella comprensione di realtà spesso invisibili: quelle dei genitori detenuti e dei loro figli. Un racconto aperto, che non pretende di essere esaustivo ma invita alla riflessione.

Al centro della narrazione ci saranno i padri e le madri detenuti coinvolti nei gruppi di sostegno alla genitorialità e nei laboratori di arte-terapia attivi nei due istituti.

Il documentario sarà diffuso sui canali del Consorzio Gruppo CEIS e dei partner del progetto, e potrà essere utilizzato anche come strumento didattico in contesti universitari e scolastici, contribuendo a costruire una maggiore consapevolezza sui temi della genitorialità in carcere e della povertà educativa minorile.

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