
Incontro tra TAPAJ ed Equipe Il Ponte
Dal 20 al 22 gennaio 2026, il Gruppo CEIS ha accolto una delegazione Erasmus+ dell’organizzazione francese TAPAJ (Travail Alternatif Payé À la Journée), ente specializzato nell’accompagnamento di giovani (tra i 16 e i 24 anni) in situazione di precarietà estrema attraverso l’inserimento lavorativo graduale. L’obiettivo di TAPAJ è agganciare e stabilizzare utilizzando il lavoro come leva di riattivazione, accompagnato da supporto educativo e di riduzione del danno, per favorire accesso progressivo a diritti, servizi e percorsi più strutturati.
L’iniziativa, perfettamente allineata agli obiettivi europei di mobilità educativa e cooperazione in ambito sociale, ha coinvolto i servizi dell’area MSNA (Minori Stranieri Non Accompagnati) e Adulti Stranieri del CEIS, dislocati tra Modena e Bologna. Per la prima volta, si è aperto un confronto diretto e strutturato sulle pratiche di funzionamento dei sistemi di accoglienza di due diversi paesi europei.
La visita ha permesso ai partner francesi di approfondire gli approcci del CEIS, con un focus specifico sulle pratiche di integrazione, sulle risorse di rete e sulla gestione dell’utenza più vulnerabile. Particolare attenzione è stata dedicata alle problematiche stratificate, come la co-presenza di abuso di sostanze e disturbi psichiatrici, analizzate attraverso una necessaria lente interculturale.
CAS, SAI e Atlante: il sistema di accoglienza a Modena e rete territoriale
La prima giornata ha visto l’accoglienza della delegazione presso il CAS di Modena. Qui sono state illustrate le procedure di arrivo e l’organizzazione della rete territoriale, seguite da un incontro con l’équipe SAI per analizzare l’evoluzione delle prassi operative negli anni. Il confronto si è rivelato bidirezionale: la delegazione TAPAJ ha esposto il funzionamento del sistema di accoglienza francese, permettendo un’analisi comparata di punti di forza e criticità.
Nel pomeriggio, il focus si è spostato sull’équipe Atlante. Il dialogo ha toccato le difficoltà riportate dai minori accolti e le risorse attivate dalla rete (neuropsichiatria, Forze dell’Ordine, servizio sociale, formazione), evidenziando come la gestione delle vulnerabilità complesse rappresenti una sfida trasversale per entrambi i sistemi nazionali.

Incontro tra TAPAJ, Equipe di Atlante, Liliana Dragusoiu (Responsabile CAS Modena) e Lilly Giambalvo (Coordinatrice Area MSNA, Adulti)
Sulla Frontiera: strategie di engagement e approccio multidisciplinare
Durante la seconda giornata, l’incontro con l’équipe del servizio Drop-In “Sulla Frontiera” ha approfondito la gestione di problematiche legate all’iter migratorio e all’abuso di sostanze. È emersa l’efficacia delle pratiche di engagement e il valore strategico dell’équipe multidisciplinare, composta da infermieri, educatori, psicologi, mediatori culturali e figure ESP (Esperti nel Supporto tra Pari) con background migratorio ed esperienze pregresse di tossicodipendenza.
Il Ponte e Nel Villaggio: percorsi di autonomia e l’équipe come fattore protettivo
La terza giornata ha portato la delegazione a Bologna, presso le Comunità Il Ponte e Nel Villaggio. Il confronto ha riguardato la gestione di strutture di grandi dimensioni e la loro longevità come indice di validità metodologica. Particolare rilievo è stato dato all’esperienza degli appartamenti per l’autonomia, un valore aggiunto fondamentale nel percorso educativo.
Oltre alla gestione dell’utenza, è stato sollevato un tema cruciale: la tenuta delle équipe. Si è discusso delle difficoltà vissute dagli educatori e dell’importanza di strategie organizzative mirate a ridurre il senso di isolamento professionale, illustrando come il CEIS strutturi i gruppi di lavoro e i percorsi di accoglienza.

Incontro tra TAPAJ, Tonin Vlashaj (Responsabile Nel Villaggio) e Lilly Giambalvo (Coordinatrice Area MSNA, Adulti Stranieri)
Una visione comune: le sfide locali diventano internazionali
L’esperienza ha evidenziato differenze normative significative, come la maggiore facilità di accesso al lavoro per i minori in Francia rispetto all’Italia, ma soprattutto profonde similitudini nelle sfide quotidiane.
Questo scambio Erasmus+ ha confermato che molte problematiche non sono limitate al contesto locale, ma rappresentano sfide internazionali. Il confronto ha offerto nuove chiavi di lettura e strumenti metodologici, consolidando la consapevolezza che fare rete a livello europeo è ormai indispensabile per apprendere gli uni dagli altri e innovare i servizi di accoglienza.




