23 Aprile 2024
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Daria Vellani

di Daria Vellani*

Il servizio Remida del CEIS nasce più di 10 anni fa. Siamo a Modena e accogliamo studentesse e studenti di tutta la provincia. Ci occupiamo di ragazzi – dalla scuola primaria fino al triennio delle secondarie di secondo grado, in taluni casi anche dell’Università – con Disturbi Specifico dell’Apprendimento e di Bisogni Educativi Speciali (BES).

Obiettivo del servizio è incrementare nei ragazzi accettazione e consapevolezza delle proprie difficoltà e accrescere potenzialità, autostima, motivazione scolastica tramite la realizzazione di progetti personalizzati che rispettano le specificità di ciascuno.

Si favorisce, in sostanza, lo sviluppo dell’autonomia in ambito scolastico.

Inizialmente il servizio Remida rispose alla richiesta di attivare dei servizi a scuola. Successivamente si è evoluto, è uscito dall’ambito scolastico, perché i ragazzi cercano un “luogo non giudicante”. Di uscire dalle “mura” della scuola, dove loro incontrano delle difficoltà. Da qui la richiesta di creare uno “spazio neutro”, esterno ma ugualmente in rete con la scuola.

La recente pandemia ha risollevato con forza un antico quesito: “Come collocarsi rispetto all’apprendimento?”. Il lockdown forzato ha richiesto l’attivazione della didattica a distanza: la scuola non era pronta, non lo eravamo neanche noi. Ma era imperativo non sospendere l’attività, quindi anche il servizio Remida è proseguito in modalità online; riadattandosi, diventando il più flessibile possibile. Il supporto ai ragazzi non si è mai interrotto.

I ragazzi hanno apprezzato tantissimo la possibilità di proseguire con il servizio, ma quando c’è stata l’opportunità di tornare in presenza erano felicissimi, proprio perché l’aspetto relazionale che si crea è fondamentale.

I giovani hanno bisogno di relazionarsi, tra loro e con noi, figure educative esperte che li accolgono, li ascoltano, non solo per parlare di scuola.

Il servizio Remida è multiprofessionale. L’attività è prettamente educativa, ma ci sono anche psicologhe, pedagogiste, educatrici e sociologhe. Non è un servizio di aiuto ai compiti o di ripetizioni. È un servizio che prende in carico la persona.

È quindi importante avere più professionalità, in grado di cogliere le varie sfaccettature e le caratteristiche dei ragazzi, di rapportarsi con i punti di forza e debolezza di ciascuno.

Si creano delle relazioni dove ciascun professionista mette in campo le sue competenze. È questo il punto di forza del servizio.

Le attività di affiancamento previste nel corso di tutto l’anno scolastico utilizzano lo studio e lo svolgimento dei compiti come mezzi attraverso i quali poter analizzare e ricercare strategie idonee all’apprendimento per giungere all’autonomia.

La presa in carico è anche della famiglia, che ha bisogno di un servizio che dia risposte.

Chi iscrive il ragazzo al servizio Remida porta una richiesta di supporto allo studio; sin da subito, però, si cerca di creare una relazione di fiducia. Dietro alla richiesta di rispondere a un bisogno di studio, c’è un ragazzo con le sue fragilità.

Ci sono però momenti in cui la scuola passa in secondo piano rispetto ad altri aspetti. Il dialogo con le famiglie è dunque indispensabile. Anche pensando ai casi positivi, a quelli che creano “buone prassi” perché nel tempo si è costruita una relazione stabile, di fiducia con tutti gli attori del progetto: il servizio, il ragazzo, la famiglia e la scuola.

Il dialogo è costante e personalizzato. Ci sono famiglie seguite anche ogni giorno. Famiglie nelle quali la situazione è più stabile e le verifiche sono mensili.

Si raccolgono i bisogni e condividiamo l’obiettivo con i genitori. E anche questo è fondamentale.

D’intesa con la famiglia, si cerca quindi di creare una relazione con la scuola. Attraverso colloqui individuali, con insegnanti e docenti, in alcuni casi coinvolgendo gli stessi genitori.

Le scuole molto collaborative sono la maggioranza, ci conoscono e sanno come lavoriamo. Dunque, si attiva un percorso virtuoso.

Noi siamo “alleati” della scuola, per cercare di fare stare meglio il ragazzo e aiutarlo a trovare una propria, giusta collocazione.

Le recenti indicazioni della Conferenza internazionale sui DSA hanno sottolineato l’importanza della prevenzione e di individuare precocemente i disturbi specifici, o comunque le fragilità, nell’ambito dell’apprendimento.

La nostra risposta è stata quella di attivare un servizio di screening per individuare quanto prima le difficoltà e offrire opportunità di potenziamento delle diverse abilità: lettura, scrittura e calcolo, oltre che delle funzioni esecutive come il problem solving e la memoria.

*Responsabile Servizio Remida