Realtà, sfide e risposte per una presa in carico competente.


 convegno mestre

Si è tenuto a Mestre un importante convegno sui minori stranieri non accompagnati, è stata l’occasione per il presidente del Consorzio Gruppo CEIS Giovanni Mengoli, nella sua veste di nuovo coordinatore della Rete Minori della FICT ( federazione italiana comunità terapeutiche), di presentare ufficialmente la posizione della federazione su questo delicato tema. Riportiamo di seguito un sunto del suo intervento.

“L'orientamento deciso verso la creazione di un sistema di accoglienza nazionale (si veda in proposito la legge Zampa) che giudichiamo positivamente (la spesa infatti non può essere addossata solo sui comuni più grossi o dove avvengono gli sbarchi e si concentra il numero maggiore di msna), combinato con il forte aumento nel flusso in ingresso e le limitate risorse che il Governo può stanziare, sta portando verso la creazione di un sistema di accoglienza per minori stranieri non accompagnati (msna) che per reggersi tende ad equiparare i minori stranieri ai migranti adulti.

 

Resta indispensabile che nelle differenti forme di accoglienza, previste dalle diverse normative regionali, si cerchi di puntare al lavoro sul gruppo dei msna accolti, in modo da tenere insieme ragazzi con maggiore e minore autonomia, e così facendo rendere una gestione della comunità sostenibile (sia economicamente e sia gestionalmente).

Si potranno prevedere anche, per alcuni msna prossimi ai 18 anni, strutture per piccoli numeri, con ridotta intensità educativa, a condizione che:

  • tali strutture siano agganciate sinergicamente a quelle tradizionali, in modo da prevedere su di esse il transito dei msna selezionati dalle precedenti fasi dell'accoglienza;
  • i minori siano inseriti in progettualità che mirino all'inserimento lavorativo (esempio tirocini) pagati attraverso altre linee di finanziamento.

Diventa per questo indispensabile affiancare ad un sistema di accoglienza nazionale anche sistemi di formazione professionale flessibili e brevi (al massimo di un anno per ottenere le competenze indispensabili), in modo da proiettare rapidamente i msna nel mondo del lavoro attraverso lo strumento del tirocinio formativo. Occorre per questo trovare il modo per derogare alla legge nazionale sui assolvimento dei 10 anni del diritto/dovere allo studio, indispensabile per l'attivazione dei tirocini, e che la stragrande maggioranza dei msna non può dimostrare di aver assolto.

In questa linea può essere interessante anche prevedere di affiancare azioni trasversali sui msna (sport, tempo libero, animazione), finanziate attraverso altre linee di finanziamento, in modo da attivare durante il giorno quei minori che sono inseriti in strutture con minor intensità educativa, ed evitare che finiscano per non essere proattivi verso il proprio futuro. Riteniamo infatti molto importante pensare ad un accoglienza coerentemente connessa al percorso di integrazione, dove i minori siano proattivi verso la costruzione del proprio futuro, in modo da favorirne le potenzialità, tenendo insieme sia la dimensione dei diritti, sia quella dei doveri. I msna devono avere consapevolezza che l'accoglienza che ricevono deve trovare un riscontro nel loro impegno (scolastico e/o formativo). La FICT non può accettare che si affronti la questione migratoria solo a partire da posizioni ideologiche che si fermino all'affermazione dei diritti o mettano in competizione i migranti (adulti o minori che siano) con i cittadini italiani che vivono nell'indigenza. Crediamo che la prima accoglienza deve essere senza condizioni, ma il percorso successivo deve puntare alla responsabilizzazione dei migranti accolti, tanto più in quanto minori e quindi con una vita davanti.”