Nel mese di Luglio gli uffici amministrativi del CEIS hanno lasciato gli storici locali di Via Toniolo all'interno del Parco XXII Aprile per spostarsi a qualche centinaio di metri in Viale Gramsci 10. I lavori ancora fervono, ma gli uffici sono già operativi. Tutti i contatti telefonici dei vari uffici e gli indirizzi e-mail sono restati identici. Nel mese di luglio e agosto gli uffici osserveranno il seguente orario: dal lunedì al giovedì 8/16 e il Venerdì 8/14 salvo diverso appuntamento.

Nella nuova sede di Viale Gramsci trovano posto la Direzione Generale e Amministrativa, gli uffici amministrativi e del personale, tutta l'area tecnica, la qualità, l'ufficio coordinatori, i tirocini , la segreteria e la presidenza. Nella storica sede di Via Toniolo restano invece l'ambulatorio, l'accoglienza, i servizi di prevenzione e consulenza, la progettazione, la formazione, larea lavoro, l'Istituto Toniolo, l'Associazione Alchemia e CESAV e da settembre il servizio REMIDA per bambini con disturbo specifico dell'apprendimento che si trasferiscono dalla precedente sede presso la Parrocchia di san Pio X in via Bellini.

I nuovi uffici consentiranno di meglio organizzare l'attività e migliorare la collaborazione garantendo anche i giusti spazi di lavoro. Questo nuovo investimento della Fondazione CEIS consentirà anche di realizzare nella sede di Via Toniolo oltre agli ambienti destinati a Remida anche una ulteriore aula didattica che potrà accogliere il nuovo corso dell' Istituto Toniolo  per Educatori dell'Infanzia che si aggiunge a quello per Educatori Sociali.

ARCIDIOCESI DI MODENA-NONANTOLA
COMUNICATO STAMPA

Sul “Modena pride” e sulla “processione di pubblica riparazione”

Interpellato da diverse parti per un parere circa la manifestazione del “Modena pride” e la processione di “pubblica riparazione”, entrambe previste per sabato 1 giugno 2019, lo esprimo il più brevemente possibile, rinunciando al linguaggio ufficiale e adottandone piuttosto uno quasi confidenziale.
Prima di tutto confermo la mia adesione alla visione antropologica cattolica, espressa costantemente dal magistero del Concilio Vaticano II e condensata nel magistero dei pontefici, specialmente nella Familiaris Consortio di San Giovanni Paolo II, nel Catechismo della Chiesa cattolica e nella Amoris Laetitia di papa Francesco. Credo che il matrimonio sia una comunità di vita e di amore tra un uomo e una donna, connotata da complementarità, reciprocità e generatività, e come tale rientri nel progetto stabilito da Dio creatore e confermato da Cristo redentore. Contemporaneamente, insieme allo stesso magistero del Concilio Vaticano II e dei pontefici, credo che ogni persona vada accolta e accompagnata e quindi, per quanto mi è possibile, rifiuto gli atteggiamenti discriminatori verso coloro che non condividono l’antropologia cattolica e che, rimanendo entro la legalità, decidono di manifestare pubblicamente le proprie idee. La distinzione di San Giovanni XXIII tra "errante" ed "errore" resta uno dei capisaldi dello stile evangelico assunto dalla Chiesa, che cerca sempre la sintesi tra verità e carità.